Tappa obbligata: la profumeria dove lavora mia suocera (o facente funzione tale). Il paese dei balocchi per noi donne, pieno di vasetti e vasettini luccicanti che promettono soluzioni miracolose e ringiovanimenti immediati.
Come sempre mi siedo sullo sgabello e, in attesa del mio turno, mi diverto ad osservare la fauna che frequenta il negozio.
La mia attenzione è catturata da una quarantenne stile “roarr”: alta, bionda, abbronzata, leopardata, magrissima, griffatissima, si sta sottoponendo ad una seduta di trucco da parte del truccatore delle dive di chanel (che di eterosessuale non ha nemmeno i lacci delle scarpe). Indossa un top di pizzo, dal quale si affacciano assai poco timidamente due gommoni gonfiati oltre misura. Ai suoi piedi un barboncino bianco rapato in modo grottesco mi guarda disperato, quasi a volermi dire “salvami!”
Mi chiedo: ma cotale peso anteriore non le provocherà la scoliosi?
Mi chiedo: sarà il caso di chiamare la protezione animali per questo povero cane?
All’ingresso del negozio noto quella che mi appare immediatamente essere la dolce metà della quarantenne roarr. Un quarantenne basso, magro, abbronzantissimo e griffatissimo in vero stile Briatore dei poveri. Ma quello che mi colpisce di lui è la postura, l’atteggiamento: spalle curve, sguardo basso, occhio triste, mood remissivo. Più che spazientito per l’attesa di oltre un’ora e mezzo dentro a un negozio pieno di donne isteriche (truccatore compreso) mi sembra rassegnato.
Mi chiedo: chi sarà mai a portare i pantaloni a casa loro?
Dopo un tempo che sembra infinito il truccatore conclude la sua opera sulla quarantenne roarr (che ora grazie all’occhio nero sfumato di viola e alle gote arancioni sembra anche una battona moldava) e lei si dirige alla cassa per acquistare i circa diciotto prodotti chanel che il truccatore le ha fatto apparire indispensabili alla sua sopravvivenza quotidiana.
Mentre sta finendo di pagare si gira verso il compagno immobile in attesa all’ingresso del negozio.
Con uno sguardo aggressivo che mi ha ricordato tanto il luccichino negli occhi della perfida Iriza (la sorellastra cattiva di candy candy) gli dice:
STASERA TI SQUINTERNO
Io cado dallo sgabello, le commesse si nascondono dietro il bancone, le clienti fuggono dal negozio.
Mi chiedo: sarà sopravvissuto?




